Dr.ssa Napolitano

Adolescenti: istruzioni per l'uso.

Dr.ssa Napolitano

Adolescenti: istruzioni per l'uso.

Comunicare con un adolescente senza urlare

2022-03-21 17:06:25

Impresa ardua o possiamo farcela?

Gli adolescenti si trovano in una fase dello sviluppo in cui sono alla ricerca di una loro identità, iniziano a prendere le distanze dalle figure genitoriali, a imporre il loro punto di vista e a pretendere maggiore autonomia e indipendenza.

Questo è il motivo per cui parlare con loro non è sempre così facile, soprattutto quando un genitore fa loro delle richieste oppure gli dice di no. Bisogna dunque trovare il modo di comunicare con loro, evitando di urlare o metterli subito in punizione, altrimenti ogni scambio si trasforma in un ring, dove sia il genitore che il figlio cercano di avere la meglio.

È necessario innanzitutto partire dall’ascolto: i genitori devono ascoltare il figlio, prima ancora di cercare di farsi capire, comprendere cosa sta cercando di comunicare e cosa si nasconde dietro ad una sua richiesta.

Bisogna pensare che il figlio sta crescendo, inizia a pensare con la sua testa e a costruire man mano il proprio modo di vedere e interpretare la realtà che lo circonda, che molte volte, come è normale che sia, non corrisponde a quello del genitore. Il genitore può sentire di perdere il controllo e non riuscire a porsi in un ascolto attivo con il figlio: troppe volte si pone con lui pensando di conoscerlo bene, dà per scontato quello che ha da dire e si concentra più sulla soluzione o sulla risposta da dare.

Come comunicare con i figli senza scontrarsi?

5 consigli per i genitori

1. FATELI PARLARE ED ESPRIMERE. I figli hanno bisogno di autoaffermarsi e di uno spazio in cui esprimere ciò che provano e ciò che vorrebbero fare. È importante farli finire di parlare, senza interrompere, per comprendere realmente ciò che hanno da dire. Se i figli hanno un problema e vogliono aprirsi, ci mettono un pochino per farlo, quindi, fermatevi e ascoltate: “Dimmi, sono qui, ti ascolto”. Se vi fanno invece una richiesta, non rispondete d’istinto, con dei “no” categorici o con rimproveri, perché questo non li farà sentire compresi: anche se non siete d’accordo, prendetevi il tempo, spiegate con calma il vostro punto di vista e il senso del “no”. Sentiranno in questo modo che, anche se gli state dando un limite, li avete presi in considerazione.

2. NON SMINUITE CIÒ CHE DICONO O VI CHIEDONO. Non fateli sentire come se ciò che pensano sia meno importante: se sminuite quello che vivono, state sminuendo loro come persone e questo li porta a chiudersi ancora più in se stessi o ad essere oppositivi e rancorosi. Fate attenzione perché frasi del tipo “stai esagerando”, “ho detto di no, non farne una tragedia”, “quando sarai grande, capirai” bloccano la comunicazione, piuttosto che aprirla, e se dovessero davvero trovarsi in difficoltà, potrebbero non venire più a raccontarvi le cose perché penseranno che tanto non li prenderete sul serio. Date importanza a ciò che vivono, ridimensionando se necessario, ma dando sempre il giusto peso alle cose.

3. METTETEVI NEI LORO PANNI. È vero che molte volte sia difficile per un genitore riuscire a guardare il mondo con i loro occhi, perché anche l’uso della tecnologia ha posto sempre più distanza tra le generazioni. Cercate però, anche se non condividete, di porvi in una posizione in cui comprendete le loro esigenze: sono adolescenti e molte richieste non sono poi così strane, quindi, non fateli sentire degli “alieni”. Cercate di guardare le cose dal loro punto di vista, e non solo da vostro, per conoscerli meglio e avvicinarvi al loro mondo.

4. NON DATE ORDINI, MA FATE DEI PATTI. Molti genitori sfiniti arrivano spesso a comandare, a imporsi con i figli con frasi del tipo “Si fa come dico io”, “Io sono il genitore, devi ubbidire”. Bisogna cercare piuttosto di guidare i figli, dandogli l’opportunità di costruirsi il loro percorso. Sicuramente le regole sono importanti perché danno i confini dentro i quali i figli possono muoversi in sicurezza, ma è meglio deciderle insieme, arrivando ad un compromesso che vada bene per tutti. Cercate di rendere partecipi i figli delle decisioni, chiedendo loro come la pensano, come vorrebbero comportarsi in certi momenti, così che si arrivi ad un patto comune, insegnandogli anche il senso di responsabilità.

5. COGLIETE I MOMENTI PER PARLARE. Molti genitori si lamentano che i figli siano chiusi e non parlino più come prima: quando un adolescente ha bisogno del genitore e di essere ascoltato, non lo chiede apertamente come quando era più piccolo. I ragazzi stanno più in silenzio, parlano a monosillabi e hanno bisogno che siano gli altri a “leggerli”, quindi, cercate di cogliere anche il comportamento non verbale e fateli esprimere, partendo magari da qualcosa che è successo, da una notizia o un film. L’obiettivo non è tampinarli di domande, ma capire come stanno e cosa pensano, aiutandoli a riflettere con senso critico e allenandoli a pensare con la loro testa.

Molte volte i ragazzi non hanno bisogno di risposte o di soluzioni che vengono dall’alto ma semplicemente di qualcuno che li ascolti e che dia importanza a ciò che vivono. Hanno bisogno di ricevere apprezzamenti, oltre che raccomandazioni e regole, e di genitori che stiano anche un po’ dalla loro parte.

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by dr.ssa Maria Teresa Napolitano