Delia Di Pasquale

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Bullismo: piaga sociale del nuovo millennio

2019-10-09 08:50:02

Sempre più frequenti sono, nelle pagine di cronaca di molti quotidiani, le storie di violenza e di prevaricazione che hanno per protagonisti adolescenti e giovani di tutte le estrazioni sociali.

Episodi di bullismo nei confronti di compagni più deboli o diversi che non possono difendersi, atti di vandalismo nella scuola, gesti di aggressione fisica, ci inducono a riflettere su un fenomeno che non è più solo episodico e non è da sottovalutare. Anche se i mass media trattano sempre più spesso questa problematica, portando a pensare che questo sia un fenomeno contemporaneo, in realtà già De Amicis, nel suo romanzo “Cuore”, ci presentava in Franti la figura del prepotente, per tanti aspetti simile ai bulli di oggi. 

Secondo Olweus, uno dei più grandi studiosi del fenomeno, si può affermare che uno studente è soggetto ad azioni di bullismo quando è esposto deliberatamente e ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni, ma anche quando queste azioni sono compiute in una situazione asimmetrica, cioè quando chi le subisce si trova nell’impossibilità di difendersi. Si può distinguere una forma di bullismo diretto, che si manifesta in attacchi relativamente aperti nei confronti della vittima, e di bullismo indiretto o psicologico, caratterizzato da una forma di isolamento sociale e un’intenzionale esclusione dal gruppo. 

Inoltre fenomeni di bullismo vengono consumati a volte dentro le mura di casa attraverso internet: ricatti, offese, minacce in chat, sms punitivi, filmati caricati su Youtube. Per quanto riguarda le manifestazioni degli atti di bullismo, si può affermare che la scuola è il luogo principale in cui essi si manifestano con maggiore frequenza, soprattutto durante i momenti di ricreazione, di uscita, e durante le gite. Per questo, molti ragazzi, vittime di bulli, spesso rifiutano di frequentare le attività scolastiche e, rimproverandosi di attirare le prepotenze dei loro compagni, perdono sicurezza e autostima, capacità di concentrazione e di apprendimento. Molti s’interrogano sulle motivazioni del fenomeno, che, nonostante la sua accezione negativa, non viene visto sempre e da tutti come fenomeno da combattere. 

Qualcuno valuta positivamente il suo impatto sociale, in quanto preparerebbe gli adolescenti a fronteggiare le difficoltà della vita. In realtà, il bullismo rappresenta un problema di sfaldamento di quei valori sociali condivisi su cui si basa la convivenza civile. I giovani non fanno altro che adeguarsi in una società in cui l’immagine del più forte viene associata al potere e dove apparire è più importante di essere, dove la violenza è vista come gioco, divertimento, rimedio per la noia. In una società che non ascolta, i ragazzi vulnerabili crescono da soli, con pochi punti di riferimento e cercano emozioni forti: alcool, droghe, violenza. Questi atteggiamenti si trovano poi anche a scuola, dove si cercano compagni fragili, che permettano di riconoscersi in qualcosa, anche se è il lato aggressivo e negativo della personalità. 

È stato accertato che comportamenti aggressivi si verificano quando i genitori, occupati dal lavoro e praticamente assenti o carenti nelle relazioni con i figli, non sono in grado di fornire i limiti oltre i quali certi comportamenti sono consentiti. D’altra parte la scuola, cui è affidato il compito educativo sempre più spesso lamenta una crisi di autorità e la quasi totale mancanza di regole, che è causa di disorientamento e bullismo.  È importante, di conseguenza, l’attenzione e la presenza della famiglia e della scuola per combattere casi di bullismo che fanno soffrire tanti adolescenti, i quali spesso subiscono in silenzio e giungono perfino a meditare il suicidio. La scuola, in particolare, deve riuscire nell’obiettivo di far sentire integrato e rispettato ogni studente, impegnando tutto lo staff e gli alunni stessi in un progetto di contrasto ad un fenomeno che è diventato una piaga sociale. 


Delia Di Pasquale


Foto by SOS - Il Telefono Azzurro Onlus