da sapiens a felix

Spiritualità & Filosofia

Il principio di Autorità e il Covid-19

La vicenda del Covid-19 porta in evidenza un aspetto nascosto della nostra vita. Comportamenti, utili per la vita sociale possono essere pericolosissimi.

Scienza o scientismo? Autorità o autorevolezza?

Già che siamo sempre sopraffatti da mille impegni non possiamo perdere tanto tempo a fare chiarezza su certe sottigliezze e così molto spesso ... prendiamo fischi per fiaschi e lucciole per lanterne.
Ma quando la questione si fa seria come orientare le nostre scelte?
Vaccini o terapie? Distanziamento sociale o tutti in discoteca? Chiusi in casa o elioterapia in riva al mare? Tragedia forse evitabile o complotto ben riuscito? Informazione certificata o fake-news?
Nella gran parte dei casi, ogni nostra scelta non si basa su una reale conoscenza dei fatti, ma sul fatto di vivere in modo più o meno consapevole il principio di autorità.  

Il principio di Autorità

Per il principio di autoritàciò che viene sostenuto da un'autorità vera, presunta o sedicente tale, acquista credibilità e viene ritenuto valido, vero o falso che sia ciò  che viene sostenuto.
Un tempo c'erano dei buoni motivi per rispettare questo principio. Vediamo quando e perché.
Ai tempi delle tigri con i denti a sciabola, l'autorità era detenuta da chi meglio sapeva prevenire o difendersi dagli attacchi delle belve e questo è continuato per milioni di anni. 
In questo lungo periodo l'autorità derivava da una reale esperienza riguardo alla capacità di sopravvivere; a quei tempi, ciò che permetteva all'autorità di sopravvivere, quasi di sicuro dava anche a tutti i componenti del gruppo delle buone probabilità di farcela e quindi seguire i suoi consigli era certamente utile.
A quei tempi l'autorità stabiliva le regole che definivano i comportamenti che gli individui appartenenti alla comunità dovevano adottare per raggiungere un bene comune: la sopravvivenza,  lo stesso obiettivo al quale mirava l'autorità come  individuo. In altre parole, o ci salviamo tutti o non si salva nessuno. 
Tutto fila così bene che pur essendo l'uomo l'essere vivente meno dotato fisicamente (non è veloce, non è grosso, non è forte, non ha artigli, non vola, non ha potenti veleni, si riproduce lentamente e con pochi esemplari)  un po' alla volta, anche se non sempre in modo elegante, si fa rispettare da tutti gli altri esseri viventi, e come dice lui, in qualche milione di anni diventa il re del creato.
Il problema con il principio dell'autorità forse inizia proprio da qui. 


Le Civiltà e il principio di Autorità

Ad un certo punto, non è più l'esperienza di vita a decretare colui che deve dirigere il gruppo ma qualcuno decide di far derivare la sua abilità nel guidare la comunità da un'autorità che ha ancora più potere di lui.
Questo qualcuno, dotato di super-poteri, anche senza scomodare le tigri con i denti a sciabola, in qualsiasi momento può decidere non solo della vita o della morte di chiunque ma anche di che cosa capiterà a chiunque dopo la sua morte: uno stato di infinita beatitudine o pene e sofferenza per tutta l'eternità e dopo ancora.
E' uno straordinario salto di qualità che complica terribilmente tutta la questione.
Ora non basta più pensare alla sopravvivenza quotidiana ma bisogna anche preoccuparsi di quello che succederà dopo la morte e dopo la morte non è una questione di qualche mese come per le stagioni ma ti attende una storia eterna, senza fine.  
Chi ti dice quali sono le regole da rispettare ti spiega bene che non è proprio lui che le definisce, per cui magari su certe cose si potrebbe ragionare, ma che egli stesso riceve gli ordini da chi è molto più potente di lui. Questa autorità “superiore”, senza pensarci due volte, non solo può decidere sulla tua vita quando e come crede ma ti può anche condannare all'eterna sofferenza.
Insomma meglio andare cauti e prestare molta attenzione a quello che ti dice l'autorità.
Fatto sta che in questa situazione la prima cosa che pensa di fare l'autorità,  naturalmente per il bene comune, è quella di definire delle regole che proteggano e salvaguardino la sua stessa autorità.
Naturalmente ci sono subito coloro che approvano in modo entusiastico questo nuovo modo di governare le cose e così quella che era una comunità coesa nella quale condivisione e cooperazione erano imprescindibili strumenti di sopravvivenza,  comincia a trasformarsi in una comunità frammentata composta da tanti gruppi per ognuno dei quali esistono specifici obiettivi che non possono più rappresentare il  bene comune di tutti.
A sua volta ogni gruppo, per conseguire i proprio obiettivi specifici, si farà guidare da un'autorità scelta tra coloro che hanno le migliori relazioni con chi guida l'intera  comunità e quasi sempre anche l'autorità del gruppo stabilirà delle regole che, in primo luogo, salvaguardino la sua autorità.
Così quella che un tempo era una comunità di individui con una guida autorevole (autorevolezza risultato dell’esperienza) diventa una comunità di gruppi con delle guide autoritarie.
E' probabile che nutrite squadre di paleo-sociologi diranno che le cose non stanno proprio così e sono molto più complesse, ma io preferisco seguire gli insegnamenti di Albert Einstein: se vuoi capire le cose, nella complessità semplifica. 


L'autorità ai giorni nostri

Non è ancora passato un secolo da quando avevamo un Re che, sia pur per una questione di discendenza, era nominato direttamente da quel qualcuno che poi avrebbe deciso se mandarti all'inferno o in paradiso, così non avevi molte alternative: a quello che diceva il Re era comunque meglio dare ascolto, anche se, magari, non eri proprio del tutto convinto che ciò che diceva il Re fosse vero.
Ora anche se il Re non c'è più, le autorità si sono moltiplicate e fin dall'infanzia hai iniziato a fare esperienza del loro straordinario potere: oltre alle autorità religiose c'erano gli insegnanti e poi i vigili e chiunque indossi una divisa, come i medici e i farmacisti e ci sono anche quelli senza divisa, le autorità pubbliche che amministrano la burocrazia, e
non mancano le autorità scientifiche e quelle economiche e quelle finanziarie che sono sempre a tua disposizione per dirti “quello che devi o non devi fare”.
Insomma a esclusione di te e di pochi altri, il mondo è pieno di autorità che quando dicono qualcosa, semplicemente perché lo ha detto l'autorità del settore, deve essere per forza di cose vero anche se magari non è proprio così.
Visto che ogni settore della vita ha la sua specifica autorità, che ha ragione per definizione, il più delle volte basiamo le nostre scelte, non su una nostra vera convinzione o su una nostra vera necessità ma su qualcosa che ci è stato presentato per vero da una qualsiasi di queste autorità.
Ciò accade anche se la realtà è completamente diversa da come ci viene presentata dall’autorità visto che, molto spesso, ciò che dice l'autorità, quale essa sia, più che al  bene comune mira in primo luogo a consolidare e proteggere la sua stessa autorità.







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