Claudio Spottl

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Una storia che non è mito, non è leggenda, ma è stata solo dimenticata.

2019-12-02 10:42:47

A voi di CAM TV il primo capitolo del mio ultimo libro. Dopo dieci anni di studi e ricerche, un romanzo che svela il nostro antico passato. Un thriller avvincente che ha già ricevuto ottime critiche dai lettori. LO TROVATE SU AMAZON - SALVATE IL DIAVOLO

Salvate il diavolo 


UNA LETTERA PRIMA DI PARTIRE


«Questo pianeta rischia di cadere a pezzi. Ogni cosa è destinata a finire. Ma sarebbe davvero un peccato perdere queste vite così straordinarie. Questa specie, che per una piccola parte infinitesimale di questo universo ha vissuto. La più bella che sia mai esistita su questo pianeta. Cosa avranno mai di speciale gli umani? Se non fosse che è racchiusa nella parola stessa la chiave del loro successo. L'umanità. Essere umani significa essere portatori di sentimenti. I sentimenti, le emozioni sono pressoché meravigliosi ed è il motivo per cui ancora è stato permesso loro di vivere. Ma ora che Nibiru, il mio pianeta natale, sta compiendo il suo ritorno che ne sarà di questa terra, che ne sarà degli uomini... che ne sarà di me?»

Il frate era chino sulla sua scrivania. Stava intingendo nel calamaio la lunga penna d'oca trovata nel pollaio dietro il convento. Reggeva in mano la sua pipa ed ogni tanto dava una lunga boccata, meditando su ciò che avrebbe voluto scrivere. Raccolse i pensieri e fece scivolare la penna sul foglio.


«Da quando nasciamo la nostra vita segue delle pieghe già prestabilite da altri venuti prima di noi, che tracciano solchi nella terra dentro i quali siamo invitati a camminare. Già da piccoli la società ha stabilito quali sono le cose giuste e quelle sbagliate, la morale cambia al di la di una linea di confine tracciata dagli uomini. Un mare separa genti reputate buone da quella cattive. Ti viene detto che il tuo Dio[1] è migliore di quello degli altri e ciò che fa e dice è cosa buona e giusta. Perché le genti si sono divise? Perché seguono obiettivi, modi e costumi differenti? Chi ha portato il genere umano a farsi guerre, ad adorare divinità simili ma così diverse? Crescendo, chi di noi non si pone domande e interrogativi su cosa è il bene e cosa è il male? Deglutiamo tutta la porcheria mediatica, il perbenismo interessato, le prediche buoniste di chi tira le redini di questa stanca a ammalata civiltà. Ho pensato di fuggire dal mondo perché all'interno di un monastero potessi trovare in fondo alla mia anima le risposte che nessuno era mai riuscito a darmi. Lo stesso antico testamento non trova più in me uno specchio consenziente. Sono stanco di sentire i teologi blaterare su Dio. Scavando nei secoli e nelle antiche culture sono solo riuscito a mettermi dei dubbi su quelle certezze che credevo di avere. Un libro scritto da uomini non basta a contenere l'opera del demiurgo. Sono sempre più convinto che il creatore del tutto non risieda in quel testo considerato sacro[2] dai più. Mi sono fatto frate francescano perché volevo lasciarmi alle spalle ogni antica credenza. Spogliarmi di tutto e ripartire, secondo la mia coscienza, in un cammino libero da imposizioni dottrinali. La chiave per la conoscenza e per la verità ho sempre pensato si celasse nel mistero divino. In quel Dio unico e trascendente, incomprensibile e infinito che tutto crea e tutto può. Il demiurgo da cui scaturisce l’ordine in mezzo al caos cosmico. Colui che pone i segni sul tuo cammino. Ma quando poi, sai che su di te e su tutto il genere umano, la scure della morte si fa più vicina, solo allora ti domandi perché quel Dio d’amore abbia permesso tutto ciò. Il pianeta si sta avvicinando e anche se i media cercano di tenere a bada l’opinione pubblica in cuor mio so che prima o poi distruggerà la terra e coloro che vi abitano. Non ne sono a conoscenza solo io. Lo sapevano molto bene gli antichi che avevano eretto monumenti secolari per dircelo, per fare arrivare quei messaggi fino ai nostri giorni. Ma noi, razza di sciocchi analfabeti, non abbiamo saputo vedere, confondendo le carte della storia in un mazzo che una volta sfuggito di mano è caduto sul pavimento mescolandosi tutto. Da troppo tempo sono chiuso tra queste mura. La fuori ci sono delle risposte che mi chiamano. Non è più tempo di meditare, ma di agire. Lascio questa ultima lettera a voi, fratelli miei. Parto e non credo di fare ritorno».