Nell'Immensamente Piccolo L'Immensamente Grande. Androginìa O Castità? di Claudio Bandello
Saggio scritto da Claudio Bandello nel 2017.
NELL'IMMENSAMENTE PICCOLO L'IMMENSAMENTE GRANDE. ANDROGINìA O CASTITA' ? (2017)
Se l'umanità non comprende che l'androginìa è il preludio al "modello gralico dell'amore", modello originariamente connesso al mito di Adamo-Eva, Abramo-Sarah, Mosè-Ziphora, Gesù-Maddalena, Zaccaria-Elisabetta, Giuseppe-Maria, continuerà a tramandarsi un modello volutamente e drammaticamente distorto della coppia, ormai convenzionalmente approvato e condiviso. L'imperante modello "edipico", conflittuale per sua natura intrinseca, appunto, quello per cui “l'io faraonico” incarnato dal patriarca con l'effetto, per reazione, di un femminino che interiorizza il maschile-edipico degenerato e degenerante, imitandolo, impedisce la connessione con le forze astrali che rispondono, per loro natura, in maniera amplificante, alle vibrazioni ed emanazioni di un "Eros celeste" (Platone). Viene formulata e stigmatizzata a tavolino, da secoli, dal Concilio di Nicea almeno, la condizione per cui, come menzionato nel Vangelo di Filippo, risulta impedita o impossibilitata "la concezione immacolata", per intensione ed estensione, in quanto modalità consapevolemente ispirata e purificata dell'amare e del concepire (procreare) stesso. Nascerebbero Dei, come recita il Salmo 82: "Voi siete Dei perché siete figli dell'altissimo". Non tutte le tracce sono perdute quindi, qualcosa è rimasto per chi cerca. Non tutto di ciò che è stato nascosto ed oppresso è perduto. L'"amore gralico", di cui Maddalena connessa al Cristo, ne è l'archetipo, il "femminino sacro" nella sua massima espressione, è la portatrice di questo grande mistero universale, l'unico che può o potrebbe ri-plasmare le matrici energetiche del nostro campo magnetico amplificandone la potenza sia sul piano astrale che terreno, si sarebbe detto un tempo: "come in cielo così in terra", "come in alto così in basso",“come nel piccolo così nel grande”. Riassestare le matrici energetiche non esula da una riformulazione bio-genetica del proprio DNA, nello specifico dal cromosoma 5 al 12, (così detto dna spazzatura x ragioni ammesse, ma a nostro avviso non concesse), e cioè riformulabili attraverso la mente, i pensieri quindi la coscienza. In questo senso "gioia" e "conoscenza" sono termini che coincidono nella grecità antica.
Quindi come è vero che possiamo constatare l'obbrobrio che ne scaturisce, quando un femminile che ha assorbito ed interiorizzato, facendolo suo, (anche solo per difesa-reazione) il patriarcalesimo, con relativo imbruttimento corpo-mente, allo stesso modo possiamo constatare quanto rigidi e fossilizzanti, siano quegli schemi squisitamente monarchici ed iper-gerarchizzanti dell'universo maschile-edipico. Come faranno le autorità religiose (tutte) a non ammettere che l'aver confuso e travisato volutamente il mito dell' "androgino sacro" con la castità, la verginità dello spirito con quella meramente corporale, porti ed ha portato, oltre che al tabù inibitorio dell'Eros, a degenerazioni ed a depravazioni pedofiliache su cui imperano ad oltranza segreti di stato? Come faranno stavolta, e lo fanno, a rispondere a quell'insegnamento evangelico per cui "l'uomo non divida ciò che Dio ha unito" in materia giuridica ed in merito alle unioni tra omosessuali? Come faranno a nascondere che la "vera" fonte della degenerazione dell'umanità dipenda da questa manipolazione originaria delle verità contenute in un libro magico come la Bibbia? (Ritenuto per lo più anacronistico e non a caso dai più odiato). Non si può sotterrare il fuoco sacro, rinasce tutte le volte, anche dopo secoli di genocidi, roghi e spedizioni condotte con spade infuocate, rinasce. E rinasce più forte, più chiaro ed inequivocabilmente disponibile proprio per essere raccolto da chi non si riconosce più con i modelli imperanti. (Vang. Tommaso) :
"Coloro che cercano cerchino finché non troveranno. Quando troveranno, resteranno commossi. E quando saranno commossi si stupiranno e regneranno su tutto." Quindi se la ricerca del Graal, nella sua versione prosaica almeno, corrispondeva all'arcano dell'eterna giovinezza o a quello della“pietra filosofale” per i primi scienziati, a noi metafisici di periferia risulta come un processo per cui mito e storia si chiasmano generando senso e vivificando quell'archetipo fino a divenire comportamento, frequenza vibrazionale, centro noetico, Aiòn realizzato, ( termine tradotto dal greco antico con “regno dei cieli” anziché connessione all’unisono tra emisfero destro e sinistro) frutto di una stretta relazione tra sorgente e creato, attraverso un io non più duale, ma riunificato quanto liberato. cb