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Lettura 2: COME SMETTERE DI FARSI E CREARE VALORE
Ho vissuto 45 mesi in una comunità di recupero, ho frequentato centinaia e più corsi di crescita personale, decenni di ricerca spirituale, migliaia di contemplazioni, meditazioni, pratiche spirituali e anni di lavoro per dare inizio al progetto che propongo.
Il motivo è di natura altruistico, risponde al mio bisogno di contribuire e ha l’obiettivo di avere un notevole impatto sociale vista la diffusa esigenza della natura umana, intesa come la totalità degli esseri viventi, di dover consapevolizzare lo stato dormiente in cui indugia senza agire e fare così da svegliarino nella vita delle persone EffettiS, affinché quella comprensione più ampia che ne deriverà in coloro che agiranno, potrà fare da trampolino per una nuova coscienza più aperta al virtuosismo e portatrice di nuovi paradigmi che determineranno un’evoluzione umana.
Ho tratto ispirazione dalla mia intensa e fortunata esperienza di vita nella vita umana più larga, per estrarre i contenuti che condivido, e scegliere le varie risorse che propongo…
Un’esperienza che è stata un sentiero graduale verso la comprensione della mia missione, ma soprattutto verso la realizzazione.
Questo spazio nasce per dare delle risposte diverse a domande sempre più comuni. . . e sono, come ti dicevo prima, un modo di soddisfare il mio bisogno di contribuire.
Nella mia esperienza di vita ho acquisito la convinzione che c’è in ogni individuo un fondamentale desiderio che ci accomuna tutti, ed è “il desiderio di essere felice”; non importa come ognuno persegua questo desiderio, in quanto per ciascuno la felicità passa attraverso il provare piacere e i modi di provare piacere, come sappiamo, sono infiniti. . .
Per molti provare piacere può voler dire fare felice la donna della sua vita, per altri ottenere risultati nel lavoro, per alcuni giocare una partita a calcio con gli amici e questi sono solo piccoli esempi che possono essere catalogati come piacere ottenuto con mezzi virtuosi, ma di contro vi sono modi che molti potrebbero catalogare come meno virtuosi, ma che comunque producono piacere in chi li usa, metodi come bere alcool per esserne inebriati, andare in discoteca e fare le ore piccole, metodi come fare sesso con persone diverse, metodi come vestire in modo inusuale o fare cose distruttive per se stessi come usare droghe o mangiare in modo compulsivo; metodi diversi ma che hanno tutte come unico denominatore comune il voler provare piacere, per essere felici, per sentirsi felici.
Ora so che molti avranno a che ridire con queste mie affermazioni, tuttavia soffermiamoci sulla convinzione che ogni individuo desidera essere felice; questo è qualcosa che ci accomuna tutti, poi è altrettanto vero che l’esistenza e le esperienze di ogni individuo sono diverse, tali da imprimere in ognuno un proprio modo di pensare, di essere e di stare al mondo che altri potrebbero catalogare in maniera diversa, quindi ciò che per taluni può sembrare un modo di agire virtuoso, per altri potrebbe essere invece considerato vizioso o distruttivo e viceversa. Il punto è che qualunque sia il mezzo che usiamo per conseguire piacere, ogni individuo sta soddisfacendo il proprio bisogno di essere felice, di sentirsi felice, e lo fa con i mezzi che la sua esperienza di vita gli ha messo a disposizione.
È importante comprendere questo, in quanto solo sentendoci alla pari con tutti gli individui possiamo accettare gli altri così come sono, ed entrare in sintonia con essi per comprenderli nonostante il loro modo di agire ci appaia spesso essere per nulla virtuoso, ma piuttosto distruttivo.
Ho fatto questa premessa con lo scopo di predisporti alla lettura a seguire che è tratta dalla mia esperienza di vita personale,
quindi esempi pratici, ma che, se avrai la giusta obiettività, potrai facilmente riconoscere essere presenti in termini di analogie,
nella tua quotidianità o in quella delle persone a te vicine.
In comunità si viveva seguendo dei principi e delle regole fondamentali per la vita in comune e sicuramente utili a dare una direzione nelle varie responsabilità affidate; un’esperienza quella della comunità sicuramente intensa, un’esperienza che qualunque persona dovrebbe vivere per un periodo di tempo relativo, per la ricchezza interiore che si può ottenere, soprattutto in chi non ne avverte l’esigenza.
Ovviamente in quel periodo le mie conoscenze della natura umana erano molto limitate per riuscire a essere obiettivo sulla effettiva validità di teorie ed insegnamenti, per questo prendevo per buono tutto ciò che imparavo, avevo sete di conoscere, infatti in quel periodo ciò di cui avevo bisogno era sentirmi sicuro e per poter riprendere il controllo la conoscenza era un ottimo veicolo; ricordo che ogni volta vi era un incontro formativo vivevo nella gioia dell’attesa che da sola faceva volare le giornate, ed alla fine di quegli incontri sentivo di aver compreso molto su me stesso.
Se da un lato la mia curiosità mi ha permesso di accedere a informazioni che hanno determinato l’evoluzione del mio pensiero, dall’altro ho sempre fatto fatica ad acquisire competenze pratiche specifiche in un singolo campo per farne una professione o costruire un’attività, anche per la difficoltà nel trovare quale fosse davvero la mia passione, così se da una parte il mio pensiero evolveva, la mia vita continuava ad essere mediocre ed anonima, fatta eccezione per qualche risultato ottenuto che in seguito si è rivelato essere punto di riferimento per la comprensione dei processi che avevano determinato quei risultati.
Questa mia costante ricerca di conoscere e di capire è legata al desiderio di migliorarmi e mi ha portato a svolgere tante mansioni diverse e delle più disparate, in cui ho imparato ad usare molti mezzi, strumenti, tecniche, conosciuto maestri ed insegnamenti che incontravo nel mio cammino nel momento in cui ne avevo bisogno.
Ho sempre amato sperimentare emozioni forti, e questa mia caratteristica mi ha permesso di elevare il mio livello di consapevolezza, perché la ricerca mi portava nuove conoscenze e nuove esperienze che arricchivano il mio bagaglio e allargavano i miei limiti mentali.
Ho fatto uso per molti anni di sostanze stupefacenti, è stata una lunga esperienza che ha segnato la vita di tutta la mia famiglia e procurato molta sofferenza, tuttavia mi sento di poter dire che è stato un passaggio che ha permesso alla mia coscienza di potersi risvegliare. . .
Se non avessi vissuto l’esperienza con le droghe, non avrei mai compreso la mia missione da Scampato.
Si, perché è stato proprio grazie alla consapevolezza che avevo bisogno di prendere il timone della mia vita, che mi decisi di intraprendere un percorso di recupero in una comunità, che mi permise di reinserirmi in un contesto sociale.
Una volta diventato un brav’uomo e trovata una collocazione nella società per fare il mio dovere, cominciavo a rendermi conto che un senso di insoddisfazione era sempre presente nelle mie giornate e la difficoltà maggiore stava proprio nel comprendere come potevo fare per smettere di soffrire, provare gioia vera ed essere felice.
continua...
- Come smettere di farsi e creare valore
- La Nascita Dipendente, lo stato delle cose l'Io Pura Essenza