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L'INDISCUSSO FASCINO DEL “SARI“, UN DESIGN ADATTO A CHI DESI

2021-07-20 07:13:51

L’abito nuziale, a partire dal colore, è, da sempre, rappresentativo di una cultura, con le sue usanze e credenze.

L'INDISCUSSO FASCINO DEL "SARI", UN DESIGN ADATTO A CHI DESIDERA SLANCIARE LA SILHOUETTE E NASCONDERE QUALCHE CHILETTO DI TROPPO...
L’abito nuziale, a partire dal colore, è, da sempre, rappresentativo di una cultura, con le sue usanze e credenze. Partiamo insieme per questo questo viaggio intorno al globo, alla scoperta degli abiti nuziuali nelle diverse culture.
Oggi ci occuperemo del fascino ed eleganza del "sari":
La parola sari descritta in sanscrito con il termine śāṭī शाटी significa “striscia di stoffa” e nella lingua pali in śāḍī शाडी o sāḍī साडी, si è evoluta in sāṛī nelle lingua indiana moderna.
Il sari è uno dei più antichi capi di abbigliamento conosciuti ancora in uso. I sari furono menzionati nei Veda, l’antica letteratura sacra della religione indù, datata al 3.000 a.C., e molte persone credono che il sari possa essere stato indossato anche prima.
Nella cultura indiana, il matrimonio è altamente sacro. Esso, infatti, non unisce solamente i due sposi, ma anche le loro famiglie e i loro antenati. A questo punto, è facile comprendere che il Sari è il simbolo della ricchezza e del benessere, della famiglia della sposa.
L’abito da sposa tradizionale indiano, ovvero il Sari da matrimonio, è rigorosamente in seta, con preziosi ricami e accessoriato di velo. Il colore cambia dalla zona. Nelle zone settentrionali dell’India, i colori tradizionali dell’abito sono il rosso, di buon auspicio, e il verde, augurio di fertilità. Nell’India del sud, invece, il Sari nuziale è, per tradizione, bianco.
‘Adornare’, in India, è la parola d’ordine: ogni gioiello e ogni colore ha una simbologia specifica:
Mang tikka: è il pendente che le spose mettono sulla fronte, con la catenella che copre la scriminatura centrale dei capelli. Questo gioiello rappresenta la potenzialità della donna di perpetuare la stirpe del futuro sposo.
Sindoor: è un pigmento in polvere rosso sangue, che simboleggia l’appartenenza indissolubile ad un solo uomo.
Nath: grande anello al naso, che lo sposo rimuove la prima notte di nozze, a dimostrazione della fine della verginità della sua sposa.
Mehndi (Tattoo Hennè): le mani e i piedi della sposa sono decorati con tatuaggi temporanei all’henné, considerati propiziatori.
Bracciali: coprono interamente i polsi della sposa. L’usanza vuole che, alla morte del marito, questi vengono spezzati e mai più indossati.
In occidente siamo slegati da simbolismi pressanti, per questo ci si può sentire liberi di giocare con stili e forme, attingendo a spunti estetici dalle varie culture.
Cecilia Rosato
info: [email protected]