Spiritualità & Filosofia
Relazionarsi con gli altri
Relazionarsi è capire il punto di vista dell’altro. E’ ascoltare cosa ha da dirci, è cogliere i suoi bisogni, i suoi desideri, il suo modo di vedere ed i suoi pensieri, insieme ai nostri.
Relazionarsi con gli altri
Relazionarsi è capire il punto di vista dell’altro. E’ ascoltare cosa ha da dirci, è cogliere i suoi bisogni, i suoi desideri, il suo modo di vedere ed i suoi pensieri, insieme ai nostri. Relazionarsi non è persuadere. Non è convincere gli altri o imporre il proprio punto di vista. Relazionarsi è accoglienza. Accogliere l’altro, così com’è, nella sua natura più limpida, nella sua interezza, con i suoi pregi ed i suoi difetti. Relazionarsi vuol dire cercare un ponte di collegamento, meglio se con gentilezza e dolcezza. Relazionarsi è rispetto: rispetto dell’altro, di ciò che è, di ciò che pensa, di ciò in cui crede. Relazionarsi non è sfruttare gli altri per i nostri scopi. Non è forzare le persone a fare quello che vogliamo. Relazionarsi è accettare che l’altro esprima il suo modo di essere. E’ aiutarlo a trovare il suo posto nel mondo, cercando di comprendere le sue difficoltà e non giudicare le sue azioni, i suoi comportamenti, le sue opinioni. Relazionarsi è consapevolezza di se stessi, dei propri difetti e dei propri limiti, insieme a quelli dell’altro. Relazionarsi è sincerità, lealtà, onestà. Relazionarsi è accogliere se stessi, accettarsi, affrontare le nostre paure così come sono. Relazionarsi con gli altri è relazionarsi con se stessi: sono due facce della stessa medaglia. Relazionarsi non è nascondere le proprie paure, le proprie difficoltà. E’ accoglierle, accettarle, amarle, e poi superarle. Relazionarsi è mettersi in discussione e provare a comprendere gli atteggiamenti e le parole dell’altro. E’ accantonare i nostri egoismi, i nostri capricci, i nostri ciechi desideri ed aprirsi all’altro, accogliendolo così com’è. Relazionarsi non è strappare gli altri al loro cammino per forzarli a seguire il nostro. Non è persuaderli a credere in noi stessi. Relazionarsi non è ignorare i bisogni dell’altro. E’ avere fiducia nell’altro, in quello che è e quello che può fare. Relazionarsi è amare. E’ un amare che sfugge alla logica comune. E’ un amare che va oltre il pensiero stereotipato. Relazionarsi è vivere. Perché siamo parte del mondo, nel quale vivono persone, animali e piante. Tutto è relazione. Anche quando si è soli, siamo in relazione con tutto ciò che ci circonda. Relazionarsi non è chiuderci in noi stessi. E’ mescolarsi con l’altro: mescolare le proprie paure, le proprie idee, le proprie sensazioni, le proprie emozioni e creare da questa fusione qualcosa di nuovo. Qualcosa che torna poi a ciascuno, arricchendolo. Relazionarsi è comprendere la nostra natura umana, fragile e debole. E’ chiedere aiuto. E’ capire che essere se stessi vuol dire essere insieme agli altri. Relazionarsi non è mostrarci forti, intelligenti, sensibili. Non è affascinare, non è sedurre, non è manipolare. Relazionarsi non è innamorarsi. E’ qualcosa che va ancora oltre, al di là della gelosia, della possessività, del desiderio.