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L'IPOCRISIA
ANCORA DUE PAROLE SULL'IPOCRISIA... È UN TEMA CHE MI TOCCA L'ANIMA DA SEMPRE PER AVERLO DOLOROSAMENTE SUBITO SULLA MIA PELLE... FERMO RESTANDO CHE IN OGNI CASO IL DOLORE È SEMPRE UN GRANDE MAESTRO.
La finzione ipocrita gioca sull’equivoco e sull'inganno scivolando nel paradosso che lentamente prende il sopravvento.
L’equivoco progressivamente si trasforma in malafede.
Chi agisce in malafede, come ci insegna il Fr:. Collodi nella meravigliosa fiaba di Pinocchio, inganna se stesso e si annulla, perché la malafede non è più solo l’emergere di desideri inconsci né solo una menzogna: la malafede vive in una terra di nessuno, in quanto impedisce di dare a se stessi una definizione chiara delle proprie intenzioni.
È una sorta di auto-ipocrisia in cui le voci interiori sul significato dell’azione svolta, o da svolgere, sono messe a tacere in un processo che rallenta e dissolve la coscienza tramite un’auto-ipnosi consolatoria e fatalistica.
Il soggetto sa che la sua azione produrrà danni a sé ed ad altri, ma finge di non accorgersene e compie ugualmente l’azione ricorrendo per giustificarla a tutte le buone scuse a sua disposizione.
Questa condizione è diametralmente opposta alla consapevolezza e rimuove anche il potenziale rimorso nel danneggiare fisicamente e psicologicamente qualcuno.
“Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto (Lu 12:1)” è un insegnamento intramontabile che smaschera la malafede perché è proprio vero che la verità finisce per emergere nella sua evidenza, per chi ha gli occhi per vederla e il cuore con la mente liberi per gustarla. (Carlo Pili) 🙏