Carla Fiorentini

Non definirmi: sto cambiando

Carla Fiorentini

Non definirmi: sto cambiando

Scrivere

2023-04-23 10:26:13

Scrivere: qualcuno lo ama, qualcuno lo detesta. Scrivere, però, è importante. Vediamo perché.

In uno dei miei primissimi ricordi di infanzia ho la penna in mano e sto… scrivendo. Niente a che vedere con lo scrivere qualcosa: avevo circa quattro anni e non sapevo assolutamente scrivere. C’era un elemento di emulazione verso mio padre, affermato autore di libri di testo scolastici, che vedevo scrivere costantemente, ma c’era anche qualcosa di mio.

Poi, alle scuole elementari, ho detestato scrivere. La maestra rendeva tutto una competizione, e naturalmente non ero mai tra quelle che vincevano. E poi era fortemente giudicante, entrava nel merito dei contenuti, anche sui pensierini di bambine di sei-sette anni. Mi era stato sottratto il piacere dello scrivere, del lasciar fluire il pensiero collegato alla mano. Ho ritrovato la gioia alle superiori, e non l’ho più lasciata.

Molti anni dopo, quando facevo chemioterapia, non riuscivo a concentrarmi, né su un semplice telefilm, né su un libro, per quanto amato. Poi mi sono accorta che riuscivo a scrivere.

Una parte del mio cervello, in totale autonomia, funzionava a pieno regime, e scrivevo anche cose sensate. 

Oggi scriviamo quasi tutti e quasi sempre a computer, perdendo in parte quel collegamento fisico tra il pensiero e la mano. È dimostrato, invece, quanto sia importante anche scrivere a mano, esattamente come certi esercizi di benessere sono più efficaci e incisivi se associano al pensiero un’azione fisica.

E poi c’è l’intelligenza artificiale che incombe.

Non ho recriminazioni contro l’intelligenza artificiale, a patto che venga usata come uno strumento e non come un’alternativa alla scrittura.

Mi spiego meglio.

  • Scrivere vuol dire mettere ordine nel pensiero.
  • Lasciar fluire la scrittura crea persino un dialogo con l’inconscio.
  • Scrivendo elaboriamo le nostre esperienze, facendo enormi passi nella personale crescita. 
  • Scrivendo, rileggendo, riflettendo, diamo struttura al vissuto, che diventa esperienza e apprendimento.

Nulla di tutto ciò avviene usando l’intelligenza artificiale.

E poi, per quanto mi riguarda, c’è la gioia dello scrivere.