Arte & Intrattenimento
“Sognando l’Europa” con Pierangelo Dacrema a Le Trottoir di Milano.
Presentazione del saggio "Sognando l'Europa. Grande statista cercasi", di Pierangelo Dacrema, presso Le Trottoir (16. 4.2019)
Non poteva mancare qualche lettura “impegnata”, alla vigilia delle elezioni europee, anche sotto il profilo di economia politica, che si presta di meno, rispetto all’arte e alla letteratura, all’umoristico e al divertente come ce lo hanno insegnato negli anni Max Mannarelli e Michelle Vasseur con il loro mitico locale Le Trottoir.
Cogliendo l’invito di Mannarelli, che si firma spritiosamente “K.O. Mannarelli”, arrivatomi su WhatsApp, vado anch’io alle 19.30 del 16 aprile c.a. alla presentazione del libro “Sognando l’Europa”, dello scrittore economista Pierangelo Dacrema, con sottotitolo “Grande statista cercasi” e con proclamata, già in copertina, interessante “conversazione con Renato Mannheimner”, il noto sondaggista. Entrambi, l’autore e Mannheimer, erano presenti.
Mi ritrovo subito nell’atmosfera unica di un locale che, una volta trasferito sulla Darsena e poi diventato dimora abituale dell’appena scomparso e compianto Andrea G.Pinketts, è il “marciapiede” (trottoir) ideale e inespugnabile della cultura milanese e di personaggi e spettacolari intellettuali di passaggio.
Max Mannarelli ha dato il via e sono partiti, come improvvisati introduttori, artisti e scrittori accomunati dall’ideale – non ho sentito alcun antieuropeista convinto né sovranista irriducibile – di un’Europa economicamente e politicamente unita quale progetto forte ed edificante ma tradito dall’ossessione di una moneta unica come fine e non come mezzo.
Non sono intervenuto per non guastare l’idilliaco clima di temperata critica al progetto europeista, perché avrei parlato della “dittatura europea”, delle storture e dei vari errori di impostazione che hanno provocato solo spinte separatiste e avversità varie al progetto di una costituzione unica, e perchè citando Ida Magli avrei messo troppo il dito nella piaga. Ma è sotto gli occhi di tutti che i pilastri ideali dell’Europa di Maastricht si sono ridotti a questioni economiche e finanziarie e che milioni di persone diverse per lingua, storia, religione e costumi si trovano ora loro malgrado parte di una realtà che conoscono male e di cui nessuno gli parla “nella loro lingua”.
Mi ha colpito, in proposito, l’intervento di Michelle Vasseur, e mi sono piaciuti, tra gli interventi, quello del giornalista e scrittore Paolo Sciortino e pure gli spunti alla conversazione offerti da Milly Moratti.
Per mia poca mondanità e difetto di frequentazione di Le Trottoir non posso citare i nomi di altri che mi hanno impressionato, oltre al brillante autore e conversatore Dacrema nella spiegazione.
Si tratta di un agile libretto e appassionato saggio di politica europea merita senz’altro un’attenta lettura al di fuori di ideologie antieuropeiste acritiche di cui sentiamo spesso esternazioni di comodo per mera propaganda politica.
Non ci restano ora che le prossime elezioni Europee 2019: un’Unione Europea orfana della grande politica non può che ripartire dal rilancio degli ideali iniziali, anche se, pensando ai leader politici attuali e leggendo il sottotitolo, ci rendiamo conto che mancano oggi figure carismatiche di riferimento.
Rapallo, 18 aprile 2019, Avv. Giovanni Bonomo – Candide C.C.