Arte & Intrattenimento
IL PROFUMO DEL TEMPO
Il sentimento del tempo, come diceva Giuseppe Ungaretti intitolando una sua raccolta di poesie, è anche il mistero, che ciascuno vive individualmente, del nostro esistere. Il filosofo e scrittore Byung-Chul Han, nel suo libro "Il profumo del tempo. L’arte di indugiare sulle cose", ci insegna che ...
... a volte, lo sguardo contemplativo restituisce al tempo il suo profumo, lento e permanente, che sa di ricordo e di memoria.
L’Autore ci parla, alla fine del libro, dell’orologio ‘a profumo’ dell’antica Cina, dedicandovi pagine di intensa poesia, perché misurare il tempo con il bruciare di un profumato sigillo d’incenso significa ritrovare, in quello sprigionato aroma speciale che riempie lo spazio, una dimensione nuova e sospesa, che apre all’infinito. Comprendiamo che, in fondo, il tempo non esiste, ma che è, non di meno, la narrazione della nostra esistenza.
Il libro è stato magnificamente presentato dallo scrittore Roberto Caracci, domenica 25 febbraio 2018 presso l’Officina 12, nella serie di incontri organizzati dall’avv. Pietro Tamburrini intitolata Filosofia sui Navigli. Prima del pranzo conclusivo, al quale solo pochi privilegiati, tra cui lo scrivente, hanno potuto partecipare e continuare le riflessioni a tavola con Caracci, vi sono stati gli interventi, anche acuti, di più ospiti.
Non poteva che essere presentato, il filosofo coreano, che da un altro filosofo e scrittore, il quale già scrisse l’opera “Le maschere del senso. Come inganniamo il tempo, la morte, lo stupore di esistere”, Moretti& Vitali ed. 2015. Di tale suo libro Roberto Caracci mi ha fatto omaggio, con dedica, a fine incontro. E già percepisco, prima di leggerlo, le stesse considerazioni di senso e di sentimento del tempo di cui si è parlato.
Ripercorrendo, insieme all’autore coreano, il pensiero filosofico sul tempo, da Aristotele e Tommaso a Heidegger e Arendt, passando per Hegel, Marx e Nietzsche, ma soffermandosi anche sulla nota opera di Proust alla ricerca del tempo perduto, Caracci ci ha messo di fronte a ciò che tutti sappiamo ma che facciamo finta di non sapere e non vedere, a ciò che distrugge la nostra stessa umanità nelle relazioni con l’altro: vivere una vita solo episodica, affidata al contingente, fatta della sommatoria di “attimi presenti” che non conoscono più pause e intervalli, soglie e passaggi, che non raccontano più la nostra storia. Quando la vita è invece anche narrazione.
Ma è già in Proust, nel notissimo romanzo, che il profumo del tempo fa la sua comparsa: è il profumo di un dolce che riporta alla percezione istantanea del protagonista una miriade di ricordi, in un ordine che non ha a che fare con la linearità, col prima e il dopo, con la causa e l’effetto; ricordi che emergono in un tempo senza tempo, a riprova di un’identità profonda e peculiare, fatta di relazioni incessanti fra gli eventi e le loro tracce.
Sono riflessioni che già affrontati parlando, in un incontro di Candide nel 2014 con il giornalista e scrittore Paolo Corticelli, autore di "Progressive sottrazioni di tempo", prezioso libretto da me ripresentato, dopo l’incontro nel mio salotto, un anno dopo presso l'Officina Coviello. Più di ogni altra specie sulla Terra noi umani abbiamo un’intelligenza che spesso non usiamo al meglio, autoinfliggendoci invece insopportabili progressive sottrazioni di tempo. Recuperando invece l’otium degli antichi, spirituale e creativo, rifuggendo l’ansia del negotium a tutti i costi, che ci sottrae respiro e spirito, possiamo accorgerci del profumo del tempo, della irripetibile opportunità di volgere uno sguardo sul mondo per amarlo, contemplarlo, difenderlo.
Che dire, alla fine, se non un GRAZIE a Roberto Caracci, filosofo e amico ritrovato.
Milano, 25 febbraio 2018 Giovanni Bonomo – Candide C.C