Antica Stregoneria Italiana
Libri & Scrittura
L'antico Fuoco delle Donne.. Ovvero di come ancora potrebbero essere segretamente celebrati i riti della Grande Madre
Questo libro, ha dalla sua la semplicità della scrittrice, che come potremo notare, riconosce che ciò è reale non è reale e l'inverso... Tutto è comprenderlo.
Nella prefazione, l'autrice con umiltà, accenna ad un possibile giudizio irriguardoso ed incredulo di quello che vuol essere un racconto, di quanto da lei raccolto, attraverso testimonianze e racconti da parte di persone, in una Norvegia, che ha nelle sue radici la solidità della realtà...
In breve possiamo affermare, che l'autrice attraverso il suo girovagare in una Europa attenta alle tradizioni popolari, ma ancor più a tutti quei racconti, che vengono tramandati da genitori ai figli, ha raccolto racconti e leggende delle quali resta difficile credere siano solo frutto di una fertile fantasia popolare, ( si dice sempre dietro ogni racconto e leggenda vi è un fondamento di verità) ciò nonostante riconosce che non è facile credere a certi racconti, allorchè messo a fuoco quanto raccolto nel tempo, ha ritenuto di trasmettere a chi legge il suo pensiero, il suo credere e porsi la domanda, se tutto ciò fosse vero, come vedremmo un culto in cui si dovrebbe riconoscere la sacralità femminile dotata di poteri magici, grazie ai misteri della Grande Madre....
In tutto ciò io raccolgo ancora una volta quella mancanza di una reale conoscenza di un Mondo si sconosciuto, ma limitato dalla presunzione di una errata indicazione che porta ad un senso unico, detatto dalla incapacità di leggere il tempo e la storia, di comprenderne le vere parole, ed ancor più rese fuorvianti da quel percorso di una crescita sociale che ha deviato e corrotto ogni credo, alterando la capacità deduttiva di una interpretabilità certamente non semplice, ma non impossibile, dato che ciò che la Storia cambia in un racconto ne modifica la realtà, la verità inducendo alla interpretabilità errata e voluta, cosi da rendere ignorante chi ne fa memoria, inducendolo/a a perdere la capacità della comune e reale visione... In breve se 200 o 300 anni orsono la Chiesa indicava la mucca con il nome mucco, distorcendone il vero nome oggi per tutti sarebbe Mucco, stessa cosa se il sacerdote veniva chiamato sacerdotessa, oggi per tutti sarebbe sacerdotessa e non sacerdote, poichè la società tiene memoria del cambiamento e non di ciò che fosse, questo nega la possibilità a chi legge, a chi vuol avere quella crescita interiore, di avere una parte monca nel suo sapere, una conoscenza senza conoscenza. a Voi la sibillina interpretabilità del mio dire.
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