PRAIA MARE "ISOLA DI DINO".

2019-03-04 12:20:41

Anche la Calabria ha le sue isole! L’isolotto che sorge di fronte la spiaggia di Cirella, a Diamante e la splendida Isola di Dino. Quest’ultima si erge nella sua maestosa bellezza, di fronte a Praia a Mare in Provincia di Cosenza, più precisamente davanti a Capo dell’Arena. Un piccolo gioiello ambientale che rapisce per l’imponenza delle rocce che si frangono nell’azzurro, limpido, del mare, reso ancora più affascinante dal mistero che aleggia intorno alla sua storia. Già sulla derivazione del nome ci sono diverse tesi. C’è chi lo fa risalire alla presenza nell’isola, in epoca antica, di un aedina, ovvero un piccolo tempio dedicato alla dea Venere. Secondo l’ipotesi più accreditata, però, il nome viene dall’etimo greco dina, cioè vortice, tempesta: sembra infatti che un tempo le acque del golfo fossero temute dai naviganti a causa delle frequenti e violente mareggiate che rendevano difficile la navigazione.

INFORMAZIONI

Anche se oggi l’isola è disabitata, si ritiene che nel V secolo d.C. sia stata dimora dell’eremita Sant’Isernio, mentre tra il IX ed il X secolo sorsero sull’isola la chiesa ed in monastero di San Nicola De Signa o De Dina donati nel 1065 ai monaci di Santa Maria d’Acquaformosa. Di queste opere restano poche tracce a causa delle intemperie che, nei secoli, si sono abbattute sul luogo. Non è stata risparmiata neanche la croce di pietra eretta sull’isola nei primi anni del 1900. L’unico resto visitabile è la torre di origine normanna costruita sul Frontone, a 73 m sul livello del mare, dalla quale si può godere uno splendido panorama del golfo.

ACQUA AZZURRA

Anche la Calabria ha le sue isole! L’isolotto che sorge di fronte la spiaggia di Cirella, a Diamante e la splendida Isola di Dino. Quest’ultima si erge nella sua maestosa bellezza, di fronte a Praia a Mare in Provincia di Cosenza, più precisamente davanti a Capo dell’Arena. Un piccolo gioiello ambientale che rapisce per l’imponenza delle rocce che si frangono nell’azzurro, limpido, del mare, reso ancora più affascinante dal mistero che aleggia intorno alla sua storia. Già sulla derivazione del nome ci sono diverse tesi. C’è chi lo fa risalire alla presenza nell’isola, in epoca antica, di un aedina, ovvero un piccolo tempio dedicato alla dea Venere. Secondo l’ipotesi più accreditata, però, il nome viene dall’etimo greco dina, cioè vortice, tempesta: sembra infatti che un tempo le acque del golfo fossero temute dai naviganti a causa delle frequenti e violente mareggiate che rendevano difficile la navigazione.
Anche se oggi l’isola è disabitata, si ritiene che nel V secolo d.C. sia stata dimora dell’eremita Sant’Isernio, mentre tra il IX ed il X secolo sorsero sull’isola la chiesa ed in monastero di San Nicola De Signa o De Dina donati nel 1065 ai monaci di Santa Maria d’Acquaformosa. Di queste opere restano poche tracce a causa delle intemperie che, nei secoli, si sono abbattute sul luogo. Non è stata risparmiata neanche la croce di pietra eretta sull’isola nei primi anni del 1900. L’unico resto visitabile è la torre di origine normanna costruita sul Frontone, a 73 m sul livello del mare, dalla quale si può godere uno splendido panorama del golfo.
L’isola è uno spettacolo naturale! Caratterizzata dalla macchia mediterranea, è ricca di mirto e si trovano specie rare come la palma nana, il talittro calabro, il garofano delle rupi e la Primula di Palinuro. Il fascino maggiore, però, è costituito dalle sue grotte che inframmezzano le scogliere creando scenari spettacolari. Come la grotta del Monaco, dove le rocce sembrano assumere lineamenti umani e il mare prende sfumature variabili dal verde smeraldo all’azzurro; la grotta delle Cascate, che deve il suo nome al fragore costante dell’acqua, caratterizzata dalla presenza di stalattiti, stalagmiti e rocce rosa che si immergono nell’acqua. La più grande è la grotta Azzurra, che ricorda quella di Capri, da cui si distingue per il colore dell’acqua. All’interno si trovano riflessi di un blu acceso e un mare pieno di orate. Maestosa, ma accessibile solo ai subacquei, la grotta Gargiulo che si apre a 18 metri sotto la superficie del mare e si estende nelle profondità dell’isola per alcune decine di metri, completamente sommersa, fatta eccezione per due bolle d’aria.
Il mio consiglio: assolutamente da vedere!