LA PIOGGIA
In questi giorni uggiosi e grigi di pioggia, condivido con voi una riflessione sul suo fascino e la sua magia che spesso tralasciamo. ☔
Io non capisco le persone che dicono "tranquilla, dopo la pioggia tornerà il sole." Guardate che a me la pioggia piace, non desidero altro che sentire il suo odore e il suo rumore.
Adoro il modo in cui riesce a spiazzare tutti; come in qualche modo sigilla le bocche di tutti senza fare un granché. La pioggia si fa ascoltare, pretende di farsi sentire; ti bagna senza chiedere il permesso e non puoi ignorarla. La pioggia pulisce la strada e gli animi della gente.
È facile apprezzare il sole, difficile è, invece, apprezzare la pioggia; lei è una bellezza più raffinata, difficile da cogliere. Rara e sottile la bellezza che la compone.
La pioggia è poesia che canta a ritmo veloce o lento, accenti gravi e accenti acuti. Una poesia con una metrica tutta sua, una metrica che non si analizza, ma che si sente. Un contenuto che sceglie la tua anima, un'interpretazione personale che sveglia parti nascoste del proprio Io.
La pioggia non fa per tutti, la pioggia bisogna saperla amare. La pioggia, se la capisci con l'uso del cuore, fa un po' paura perché la sua potenza si nasconde in gocce così piccole.
Il mondo dopo la pioggia cambia, dopo la pioggia parlare è più complicato, le parole non sono mai quelle giuste.
Ci vuole coraggio a spezzare il silenzio che segue la pioggia, non tanto quello esterno, ma quello che lascia dentro.
La pioggia se ne va lasciando sempre il segno, lasciando tracce, non se ne va mai via passando inosservata. Proprio questa è la cosa che la rende tremendamente pazzesca, la rende mille volte più complessa da amare rispetto al sole. Il sole scalda la pelle e provoca gioia, il sole è diretto e distaccato. La pioggia ti bagna, ti entra dentro nel profondo, ma senza spiegarti cosa vuole dirti. La pioggia non si fa capire esplicitamente perché vuole che tu cercando di comprenderla capisca di più te stesso.
Coperto da copyright: Alessia Rusconi