Non abbattersi mai
infortunio calcistico
14 Febbraio 2019 ore= 7:42
il 14 Febbraio di quest'anno, dopo essere ritornato sul campo da calcio dove ero assente da novembre causa strappo al quadricipite, stavo disputando la solita partitella ignorante che facciamo ogni allenamento.
Fremevo dalla voglia di farmi vedere dai mister che ero ancora il solito difensore centrale da 10 goal a stagione che veniva ricercato da diverse squadre professioniste ogni anno.
correvo come un pazzo avanti e indietro, recuperavo sempre il pallone e ricordo che feci anche un goal di testa. Ero alle stelle perché nonostante il lungo periodo di stop mi trovavo ancora bene in campo. Ad un certo punto però mentre cercai di recuperare la palla, un mio compagno avversario calcia il pallone ed involontariamente mi colpisce al volto.
All'istante non sentii tanto dolore e non diedi tanta importanza alla botta presa. Dopo 5 minuti però mi accorsi che non vedevo bene all'occhio sinistro ma continuai comunque a giocare preso dall'adrenalina in corpo
finito il primo tempo fui costretto ad arrendermi poiché la situazione andava sempre di più a peggiorare e la vista era quasi del tutto assente.
Andai a casa vi sedetti al tavolo a mangiare, sparecchiai, preparai la cartella e mi misi sul divano a riposare e notai che nulla migliorava, iniziai a preoccuparmi nonostante le continue rassicurazioni che ricevevo dai miei famigliari.
dopo essere andato a letto facevo fatica a prendere sonno. mi svegliai la mattina seguente e ancora nulla era migliorato, allora mio padre decise di portarmi in ospedale a fare un controllo. Il medico disse che si trattava di un ematoma nella retina dell'occhio e che ci volevano 10 giorni per la completa guarigione.
Passati questi 10 giorni però la situazione non era migliorata. Allora decisi insieme a miei genitori di andare da un altro oculista privato. Anch'esso mi parlò di ematoma ma mi disse che dovevo stare fermo ed esentarmi da qualsiasi attività fino alla prossima visita che era il 18 Marzo.
Effettuata anche questa visita, la vista non migliorò e contro le volontà dei miei genitori andai comunque ad allenarmi ma feci molta fatica in quanto non riuscivo a giocare a causa dell'occhio.
Decisi allora di cambiare nuovamente oculista. Questo dottore analizzò molto bene il mio occhio e notò un restringimento della retina e del nervo ed una macchia sulla retina. Mi diede una cura , ma all'alba di 4 mesi la vista non è migliorata e dopo l'ultima visita non ci saranno più speranze di miglioramento.
Nonostante questo gravissimo infortunio che ha cambiato radicalmente il mio stile di vita, continuo ancora a praticare il mio sport anche se con fatica.
ALESSANDRO SANGERMANO