Adriana Pulpo

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LA SINDROME DELL'INTESTINO IRRITABILE

2019-08-01 14:01:15

In questo articolo voglio parlarti di una condizione clinica molto diffusa nella società odierna. Ti parlerò della Sindrome dell'intestino irritabile, come si manifesta e le varie cure. A seguire ti spiegherò come può esistere una stretta correlazione con l'intolleranza al lattosio.

COSA E' LA SINDROME DEL'INTESTINO IRRITABILE?


La Sindrome dell'Intestino Irritabile o Inflammatory Bowel Disease (IBS) è un disordine funzionale gastrointestinale caratterizzato da dolore addominale e da un'alterata attività intestinale in assenza di una specifica e univoca patologia organica. Circa il 15% della popolazione mondiale ne è affetta. Purtroppo è una condizione che crea disagio ed imbarazzo compromettendo anche la vita sociale.  


Nella maggior parte dei soggetti con Sindrome dell'Intestino Irritabile le contrazioni dei muscoli dell'intestino sono più lunghe e più energiche del normale. Il contenuto gastrico è, pertanto, spinto più rapidamente verso l'intestino e causa dolore, presenza di gas, rigonfiamento , quindi gonfiore addominale e diarrea. In altri soggetti accade invece esattamente l'opposto, con conseguente ritardo nel passaggio degli alimenti e la comparsa di feci dure e disidratate. Le cause dell'insorgenza della Sindrome dell'Intestino Irritabile non sono ancora note. L'ipotesi più comune risiede in un'alterazione dei nervi che controllano le contrazioni del muscolo.  

QUALI SONO I SINTOMI?



L'infiammazione dell'intestino definita Sindrome dell'Intestino Irritabile è una patologia determinata da uno o più sintomi: crampi, nausea, dolore addominale accompagnato da una variazione della consistenza delle feci, defecazione disturbata, meteorismo, stipsi, passaggio di muco e distensione addominale.
La maggior parte delle persone affette può tenerne sotto controllo i sintomi seguendo una dieta corretta, imparando a gestire meglio lo stress e facendosi prescrivere farmaci appositi.
Per alcuni soggetti, tuttavia, la Sindrome dell'Intestino Irritabile può rivelarsi invalidante in quanto può limitare la capacità lavorativa, la vita sociale o addirittura la possibilità di fare viaggi anche brevi.

I pazienti accusano dolore o fastidio addominale, a sede variabile, in genere localizzato all'addome inferiore, di tipo continuo o crampiforme, alleviato dalla defecazione. Inoltre, il fastidio addominale è temporalmente associato ad alterazioni della frequenza delle evacuazioni (aumento in caso di sindrome dell'intestino irritabile variante diarrea e diminuzione nella sindrome dell'intestino irritabile variante stipsi) e consistenza delle feci (ossia, liquide o cremose oppure molto dure). 


Sebbene la caratteristiche dell'alvo siano relativamente costanti nella maggior parte dei pazienti, non è raro alternare la stipsi e la diarrea. I pazienti possono anche avere sintomi legati all'atto della defecazione (sforzo, urgenza o sensazione di evacuazione incompleta), emissione di muco dal retto, o gonfiore e/o distensione addominale. In molti pazienti  sono frequenti sintomi extraintestinali (come stanchezza, fibromialgia, cioè dolore cronico diffuso, disturbi del sonno, cefalea cronica)

Anamnesi


Un atteggiamento molto importante è l'attenzione che bisogna porre alle caratteristiche del dolore, alle abitudini intestinali, alle relazioni familiari e all'anamnesi farmacologica e alimentare. Altrettanto importanti sono lo stato psico-emotivo del paziente, l'atteggiamento nei confronti dei problemi personali, e la qualità di vita. La qualità del rapporto medico-paziente è fondamentale ai fini dell'efficacia diagnostica e terapeutica.  


I criteri diagnostici più recenti , definiti Criteri di Roma, per definire se un soggetto è affetto da Sindrome dell'Intestino Irritabile stabiliscono che i soggetti devono manifestare in maniera continuativa, e per almeno tre mesi nell'arco dell'ultimo anno, almeno 3 di questi sintomi: 

Dolore o disturbo intestinale caratterizzato da: 


  1. sollievo alla defecazione
  2. associato al cambiamento della frequenza dello svuotamento dell'alvo
  3. associato al cambiamento della consistenza delle feci.


Sintomi aggiuntivi: 


  1. modifica della frequenza delle evacuazioni
  2. modifica della forma delle feci
  3. modifica delle modalità di passaggio delle feci
  4. distensione addominale e soggettività di gonfiore.

Esame obiettivo 


I pazienti generalmente appaiono in condizioni di buona salute. La palpazione dell'addome può rivelare una dolorabilità, in particolare nel  quadrante inferiore sinistro. Un'esplorazione rettale, compresa la ricerca del sangue occulto, deve essere eseguita in tutti i pazienti. Nelle donne, l'esplorazione vaginale aiuta a escludere i tumori e le cisti ovariche o l'endometriosi, condizioni che possono simulare la sindrome dell'intestino irritabile. 


Trattamento
 

Supporto e comprensione. Un rapporto medico-paziente efficace è essenziale per il trattamento della sindrome dell'intestino irritabile.   Ai pazienti devono essere fornite informazioni relative alla malattia, come la fisiologia intestinale e l'ipersensibilità intestinale allo stress e al cibo, e rassicurati, dopo l'esecuzione dei test appropriati, circa l'assenza di una malattia grave o pericolosa per la vita.  Infine, i pazienti possono trarre beneficio dal coinvolgimento attivo nella gestione della loro condizione. Quando questo ha successo, può migliorare le motivazioni che spingono il paziente ad aderire alla terapia, può promuovere un rapporto medico-paziente positivo e migliorare la compliance anche dei pazienti più passivi. Lo stress psicologico, l'ansia e i disturbi dell'umore devono essere identificati, valutati e trattati. Una regolare attività fisica aiuta a ridurre lo stress e migliora la funzione intestinale, particolarmente nei pazienti con stipsi. 


Dieta libera. Generalmente, può essere seguita una dieta libera. I pasti non devono essere troppo abbondanti e la masticazione deve essere lenta. I pazienti con distensione addominale e con un aumento della flatulenza possono trarre beneficio dalla riduzione o eliminazione di alcuni alimenti come i fagioli, cavoli e di altri alimenti che contengono carboidrati fermentabili. La riduzione dell'introito di edulcoranti come sorbitolo, mannitolo, fruttosio, che sono costituenti di alimenti sia naturali sia industriali come la mela e succo d'uva, banane, noci, uva  può alleviare flatulenza, gonfiore e diarrea. I pazienti con intolleranza al lattosio devono ridurre l'assunzione del latte e dei prodotti caseari freschi o comunque possono assumere un buon integratore di lattasi prima del pasto con il lattosio come ad esempio l'integratore Lactosolution 15000 FCC che consiglio per efficacia, qualità, comodità di utilizzo e perché è un prodotto interamente italiano studiato da intolleranti al lattosio. 

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Una dieta povera di grassi può ridurre i sintomi addominali postprandiali.


Gli integratori di fibra alimentare possono ammorbidire le feci e facilitare l'evacuazione. Si può utilizzare un leggero agente formante massa fecale come la crusca grezza, al dosaggio iniziale di 15 mL ,corrispondente ad un cucchiaio da tavola, ad ogni pasto, associata ad una abbondante quantità di acqua. In alternativa, può essere impiegata la mucillagine idrofila di psyllium, assunta con due bicchieri di acqua. Tuttavia, l'eccessivo uso di fibre può causare gonfiore e diarrea. Pertanto, il dosaggio delle fibre va personalizzato.  




E' dimostrato che alcuni probiotici, Bifidobacterium infantis possono alleviare i sintomi della sindrome dell'intestino irritabile, in particolare il gonfiore. Infine, in alcuni pazienti certi olii aromatici (carminativi) possono rilasciare la muscolatura liscia e alleviare il dolore causato dai crampi. L'olio di menta piperita, ad esempio, è quello maggiormente utilizzato. Così come melissa e passiflora possono aiutare a rilassare la muscolature intestinale alleviando i dolori crampiforme. Una particolare attenzione va rivolta ai carboidrati a catena corta che sono scarsamente assorbiti e altamente fermentabili ( cioè oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli) noti collettivamente come FODMAPs. Una dieta a base di cibi facilmente digeribili, chiamata dieta a basso FODMAP, è spesso la soluzione più adatta.
FODMAP è l’acronimo di “Fermentabili Oligo- Di- e Mono-saccaridi e Polioli”. I FODMAPs sono carboidrati che non possono essere digeriti o assorbiti bene. I carboidrati non digeriti, infatti, vengono metabolizzati dai batteri intestinali producendo gas in eccesso, che porta a dolore addominale, diarrea e/o stitichezza.


Ti riporto uno specchietto in cui ti elenco i cibi consentiti e i cibi vietati 


LATTE E DERIVATI CONSENTITI 


  • latte senza lattosio
  • burro, latte di soia e di riso
  • formaggi stagionati


LATTE E DERIVATI NON CONSENTITI 


  • latte di mucca, di capra, di pecora
  • formaggi molli
  • budini


CEREALI CONSENTITI 


  • avena
  • grano saraceno
  • miglio
  • riso, mais, quinoa
  • cibi senza glutine


CEREALI NON CONSENTITI 


  • grano, kamut
  • farina bianca e integrale e di legumi
  • farro, segale e orzo


LEGUMI NON CONSENTITI 


  • ceci, lenticchie, fagioli e fave


VERDURE CONSENTITE IN PICCOLE PORZIONI 


  • barbabietola, broccoli, carote
  • cavolini di Bruxelles, cetrioli
  • finocchio, lattuga, pomodori, sedano, patate
  • zucca, zucchine, spinaci e piselli


VERDURA NON CONSENTITA 


  • cipolla, aglio
  • asparagi, carciofi, cavolfiori
  • cavoli, verza, cicoria, crauti
  • funghi, radicchio, fagiolini


FRUTTA CONSENTITA 

  • ananas, arancia, clementine, banane mature
  • fragole, kiwi, lampone
  • limone, melone, melagrano, pompelmo


FRUTTA NON CONSENTITA 


  • albicocche, anguria, avocado
  • cachi, ciliegie
  • fichi, mango
  • mele, pere, more, nespole
  • pesche, pistacchi










Quali sono le terapie farmacologiche per trattare la sindrome dell'intestino irritabile?


Premettendo sempre che bisogna recarsi dal proprio medico, il quale con le giuste analisi saprà valutare il tuo quadro clinico e prescriverti la giusta terapia.
Generalmente le terapia farmacologica più idonea per il trattamento della sindrome dell'intestino irritabile prevede l'utilizzo di:


  • farmaci antispastici
  • farmaci ansiolitici
  • farmaci antidepressivi
  • farmaci antidiarroici

E' consigliata anche l'attività fisica, in quanto è dimostrato che chi la pratica costantemente ha un transito intestinale più rapido rispetto agli individui sedentari. Pertanto anche solo 20 minuti al giorno di camminata sono consigliati per un giovamento della sindrome del colon irritabile. 



Quale relazione può esistere tra sindrome dell'intestino irritabile e intolleranza al lattosio?


Partiamo dal presupposto che un soggetto sano ma intollerante al lattosio ha comunque una alterazione e/o infiammazione dell'intestino dovuto alla mancanza della lattasi in corrispondenza dei villi intestinali dovuto alla ingestione di lattosio. Se questa condizione è poi associata alla presenza della sindrome dell'intestino irritabile, vien da sé che l'attenzione posta deve essere maggiore in quanto i sintomi possono essere molto importanti con coliche e dolori intensi. Non sono condizioni correlate, ma sono alte le percentuali di casi in cui le due situazioni possono coesistere. Sappiamo bene come eliminare nutrienti dalla dieta sia molto sbagliato in quanto si possono poi creare situazioni di malnutrizione, pertanto il giusto comportamento è prima di tutto rivolgersi a specialisti e a medici, e in secondo luogo trovare le giuste linee guida da rispettare per mantenersi in salute. Nel caso del soggetto intollerante al lattosio, è buona norma assumere un buon integratore di lattasi che assunto per vi orale poco prima del pasto con lattosio possa evitare di incorrere nella comparsa di fastidiosi sintomi intestinali. Un ottimo ed efficace integratore è Lactoslution 15000. E' un integratore di solo lattasi altamente concentrato e presente nelle dosi giuste per la digestione del lattosio. Con una sola compressa potrai dire addio alla tua intolleranza. Quì di seguito di riporto il link di un articolo precedente in cui ti parlo di questo integratore.  


Concludo elencandoti alcuni semplici regole da seguire per migliorare la sindrome dell'intestino irritabile o comunque che possano rallentare l'insorgenza dei sintomi: 


  • Consumare i pasti con regolarità, non saltarli e cercare nel limite del possibile di rispettare orari costanti
  • Evitare di saltare i pasti e arrivare poi affamati al pasto successivo
  • Bere molta acqua
  • Ridurre il consumo di bevande gassate, 
  • Ridurre il consumo di alcolici in quanto può peggiorarne i sintomi
  • Ridurre il consumo di caffè e tè in quanto peggiorano i sintomi
  • Evitare l'assunzione di sorbitolo, soprattutto in caso di diarrea in quanto ha un effetto lassativo. Il sorbitolo è particolarmente presente nelle caramelle gommose, e in alcune bevande
  • Riduci l'assunzione di gomme da masticare, in quanto aumentano l'introito di aria e quindi di flatulenza
  • Non eccedere con l'uso di lassativi
  • Fai uso di fermenti lattici, ma assicurati che siano fermenti vivi e attivi  che possono al meglio aiutare il tuo intestino
  • Rivolgiti sempre al tuo medico